| Funerali in saldo |
| Martedì 11 Gennaio 2011 |
| TESTI ANDREA MILLUZZI FOTO LINDA DORIGO |
|
Prima lo shopping natalizio, adesso i saldi di fine stagione. Passati Babbo Natale e la Befana, il bravo consumatore ha comunque qualche buon motivo per non guardare in faccia la crisi economica. C’è un settore che, in tempi difficili o no, non rimarrà mai senza occupazione: quello mortuario. Se è vero che non si finisce mai di morire è pure vero che chi resta ha dei compiti da svolgere e, visto che il saluto al caro estinto rientra comunque nel mercato, così come una macchina o un viaggio tutto organizzato, c’è una scelta da fare e dove c’è domanda, nel mondo che Keynes ci ha spiegato, c’è sempre offerta. Non è strano quindi passeggiare fra le vie del centro di Roma o di Torino alla ricerca del regalo dell’ultimo minuto per la vecchia zia che ogni Natale ricorda a tutti i congiunti di aver guadagnato una tacca in più nella sua particolare sfida con la morte e di imbattersi in un cartellone pubblicitario che, tutto pomposo, reclamizza la regina delle occasioni: un funerale con tutti gli optional a 790 euro. Il privato attira, ma lo Stato ti accompagna, almeno nella forma originaria con cui è stato progettato, dalla vita alla morte. Ecco quindi spuntare, in zona San Lorenzo proprio vicino al monumentale cimitero del Verano, la pubblicità dell’Ama, agenzia comunale, che dettagliatamente guida il parente rimasto nella scelta del funerale di chi non c’è più. La matematica detta legge: a popolazione più numerosa corrisponde un maggior numero di decessi e quindi non è illogico che a Roma ci siano oltre 500 agenzie funebri che si spartiscono i circa 100 morti quotidiani che la Capitale registra, media più alta di Italia. Sempre per restare nel mondo keynesiano è conseguente che sia proprio la città eterna il luogo più conveniente per morire. Dice così una ricerca di Help consumatori che, conti alla mano – o meglio in tasca delle agenzie funebri – stila una classifica della convenienza del “caro morte” che va dai 2.155 euro romani ai 3575 euro di Milano. Questo per un funerale con tutti i crismi, poi c’è pure il caro vecchio pubblico che a Roma si dà per 900 euro (minimo) o per 1.500 se il defunto si è meritato il super lusso. Va peggio ai genovesi che rivolgendosi al Comune devono comunque sborsare 2mila euro. Mediamente comunque, al sud seppellire l’estinto costa meno che al nord, sia che ci si rivolga ad agenzie private che ai servizi comunali. Qualche esempio: a Napoli i privati si fanno pagare 2.300 euro, il pubblico 850; a Milano – rispettivamente – 3.575 e 955. Per un servizio di questo genere, oltre alla materialità di una bara o di una corona, c’è l’immaterialità del tatto e del calore umano che concorrono e non poco a stabilire il prezzo da pagare: <Ci sono corsi di formazione per fare questo lavoro. Noi andiamo subito dai familiari e li seguiamo passo passo in tutte le decisioni da prendere. E’ un momento particolare dove non si può improvvisare. E’ per questo che ci sono famiglie che ci ricordano, ci chiamano e quando hanno bisogno vengono da noi>. E se è vero che in tempi di crisi economica ogni lavoro è una manna, anche fare il portantino dei feretri non dispiace: <Molti ragazzi lo fanno, in una giornata guadagni un’ottantina di euro, non è male> detto da uno come Claudio che ha lasciato da parte il sogno di guadagnare come pittore per fare quello che fa adesso c’è da crederci. |









